Il Testamento di Tito – Fabrizio De Andrè

Il Testamento di Tito è uno dei brani più noti di Fabrizio De André tratto dall’album “La Buona Novella” pubblicato nel 1970. Nel Vangelo Arabo dell’Infanzia, uno dei vangeli apocrifi a cui si ispirò De André per la sua versione della vicenda cristiana, Tito viene ricordato come il “buon ladrone” crocifisso alla destra di Gesù.

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STROFA
1

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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Non avrai altro Dio all’infuori di me spesso mi ha fatto pensare
SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Genti diverse venute dall’est dicevano che in fondo era uguale
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Credevano a un altro diverso da te, e non mi hanno fatto del male,
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Credevano a un altro diverso da te, e non mi hanno fatto del male

STROFA
2

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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano.
SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena, il suo nome
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Ma forse era stanco, forse troppo occupato, e non ascoltò il mio dolore
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Ma forse era stanco, forse troppo lontano, davvero lo nominai invano

STROFA
3

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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Onora il padre, onora la madre, e onora anche il loro bastone
SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Quando a mio padre si fermò il cuore, non ho provato dolore
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Quando a mio padre si fermò il cuore, non ho provato dolore

STROFA
4

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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Ricorda di santificare le feste, facile per noi ladroni,
SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Entrare nei templi che rigurgitan salmi di schiavi e dei loro padroni,
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Senza finire legati agli altari, sgozzati come animali
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Senza finire legati agli altari, sgozzati come animali

STROFA
5

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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Il quinto dice “non devi rubare”, e forse io l’ho rispettato,
SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Vuotando in silenzio le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Ma io senza legge rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio,
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Ma io senza legge rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio

STROFA
6

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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
“Non commettere atti che non siano puri”, cioè non disperdere il seme
SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Feconda una donna ogni volta che l’ami così sarai uomo di fede
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane e tanti ne uccide la fame
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Io forse ho confuso il piacere e l’amore ma non ho creato dolore

STROFA
7

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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Il settimo dice “non ammazzare se del cielo vuoi essere degno”,
SI FA#m SOL RE SOL LA RE
Guardatela oggi questa legge di Dio tre volte inchiodata nel legno
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Guardate la fine di quel Nazareno, e un ladro non muore di meno!
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Guardate la fine di quel Nazareno, e un ladro non muore di meno!

STROFA
8

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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
“Non dire falsa testimonianza” e aiutali a uccidere un uomo
SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Lo sanno a memoria il diritto Divino, e scordano sempre il perdono
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no non ne provo dolore,
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Ho spergiurato su Dio e sul mio nome e no non ne provo dolore

STROFA
9

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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
“Non desiderare la roba degli altri, non desiderarne la sposa”
SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Nei letti degli altri già caldi d’amore non ho provato dolore
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
L’invidia di ieri non e’ già finita, stasera v’invidio la vita

STROFA
1
0
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SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
Ma adesso che viene la sera ed il buio, mi toglie il dolore dagli occhi
SIm FA#m SOL RE SOL LA RE
E scivola il sole al di la’ delle dune a violentare altre notti
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Io nel vedere quest’uomo che muore, madre io provo dolore
SOL LA RE FA#m SOL LA RE
Nella pietà che non cede al rancore, madre ho imparato l’amore

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