Il Castello – Roberto Vecchioni Loading

“Il Castello” è un brano del cantautore, poeta, paroliere, insegnante e scrittore italiano Roberto Vecchioni, contenuto all’interno del lato B del disco “Calabuig, stranamore e altri incidenti” pubblicato nel lontano 1978. L’album venne registrato negli studi GRS Sound presso Milano.

Accordi della Canzone

INTRO = DO SOL / DO SOL

VERSE 1
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   SOL                        SOL7
Ma se passate fate piano, che fata dorme dal mattino
DO                             RE      DO                    RE
 Che l'uomo per la guerra le partì e dietro la collina si sbiadì
  SOL                              SOL7
E nel castello sopra il fiordo, la luce sfiora per ricordo
    DO                  RE
Le coppe che restarono così;

     DO                         RE
E il vento smuove le vetrate e quattro volte un'eco di risate
   DO                   SOL
Un tempo risuonavano da lì
   DO                         RE
Ma non passateci d'aprile che non potreste più vedere
   DO                       SOL
Le rose come quando lui era qui;


VERSE 2
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   SOL                     SOL7
E quando c'era lui le sale erano piene mille sere
   DO                          RE
Di gente e luci e scherzi di buffoni
  DO                         RE
e feste fino all'alba e poi canzoni;
  SOL                           SOL7
E lui stringeva fra le dita la pietra verde della vita
  DO                    RE
E chi partiva sempre ritornò

   DO                               RE
Tornò anche un figlio trovatore, scappato senza far rumore
    DO                      SOL
Per altre luci che poi non capì
     DO                            RE
E un drago fatto con la paglia bruciava all'alba sulla soglia
   DO                         SOL
Perché il dolore non entrasse lì

| DO SOL / DO SOL


VERSE 3
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   DO                               RE
Tu che ne sai che passi e guardi di fata e tutti i suoi ricordi
     DO                        SOL
Del sogno che ha battuto la realtà?
    DO                         RE
La polvere si è fatta antica e sul sentiero c'è l'ortica
    DO                        SOL
Ma fata non ci crede e non lo sa 


VERSE 4
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SOL 
Ha fretta, e l'abito è sgualcito 
SOL7
 Ma è la gran sera che ha aspettato
     DO                       RE
E il conto della sabbia è fermo già
   DO                            RE
E' lui che bussa e lui che torna qua,
SOL                         SOL7
E si riaccendono le luci ad una ad una stanze e voci
  DO                        RE
E servi e cani ancora tutti là

  DO                           RE
è lui lo stesso di una volta è lui, sorride sulla porta
    DO                         SOL
Ma chiede scusa e non l'abbraccerà
       DO
Ha gli occhi stanchi, è sempre bello
    RE
Ma tiene addosso quel mantello
    DO                          SOL
Che non si toglie è non si toglierà

| DO SOL / DO SOL


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